Perché il tuo sito non porta clienti: 7 controlli da fare
Il sito c’è ma le richieste non arrivano? Sette controlli da fare da solo, dal telefono alle ricerche su Google, con cosa sistemare per ognuno.
- Aprilo dal telefonoGuarda la prima schermata come la vede un cliente: chiara, veloce, con un modo per contattarti.
- Cercati su Google come ti cercano i clientiCon il servizio e la città, non con il nome dell’azienda.
- Leggi il titolo con gli occhi di uno sconosciutoIn cinque secondi deve capire cosa fai, per chi e dove.
- Prova il modulo e il pulsante WhatsAppFai tu una richiesta e controlla dove arriva e quanto ci metti a rispondere.
- Conta le richiesteSenza un numero di partenza non sai se le modifiche funzionano.
Un sito non porta clienti quasi sempre per uno di questi motivi: non si legge bene dal telefono, non compare quando i clienti cercano il tuo servizio, non spiega in pochi secondi cosa fai o rende difficile contattarti. La buona notizia è che puoi scoprire da solo dove si inceppa, con sette controlli che richiedono meno di un’ora.
Fai i controlli nell’ordine: i primi tre riguardano chi deve trovarti, gli altri quattro chi è già sul sito e deve decidere se scriverti.
1. Aprilo dal telefono, come un cliente
Molti tuoi clienti vedranno il sito da uno smartphone, spesso con una connessione lenta. Aprilo dal tuo telefono, fuori dal Wi-Fi dell’ufficio.
Cosa guardare: quanto ci mette a comparire, se il testo si legge senza ingrandire, se i pulsanti si toccano senza sbagliare, se nella prima schermata c’è un modo per contattarti.
Se non va: immagini troppo pesanti, testi piccoli e menu che coprono la pagina sono i problemi più comuni. Spesso si sistemano senza rifare tutto.
2. Cercati su Google con le parole dei clienti
Il tuo nome lo cercano solo quelli che ti conoscono già. I nuovi clienti cercano il servizio: “idraulico Caserta”, “commercialista per partite IVA”, “pizzeria con consegna”. Fai le stesse ricerche, in una finestra di navigazione in incognito.
Cosa guardare: se compare il tuo sito, in quale posizione e con quale titolo. Guarda anche se compare la tua scheda su Google Maps.
Se non va: di solito manca una pagina dedicata a quel servizio, o il testo non usa le parole che usano i clienti. Una pagina per ogni servizio principale, scritta sulle domande vere dei clienti, è il primo passo.
3. Controlla cosa ti dice Google
Se hai accesso a Google Search Console, aprila: è gratuita e mostra per quali ricerche il sito compare, quante volte viene cliccato e se ci sono pagine che Google non riesce a leggere. Se non ce l’hai, chiedi a chi ha fatto il sito di attivarla a nome tuo.
Cosa guardare: le ricerche con molte visualizzazioni e pochi clic. Sono le occasioni più vicine: il sito compare, ma il titolo non convince a cliccare.
4. Leggi il titolo con gli occhi di uno sconosciuto
Apri la home e fai leggere la prima schermata a qualcuno che non conosce la tua attività, per cinque secondi. Poi chiedigli: cosa fanno? Per chi? Dove? Cosa devo fare per contattarli?
Se non va: titoli come “Qualità e professionalità al tuo servizio” non dicono niente. Scrivi cosa fai, per chi e in quale zona, con le parole dei clienti: “Impianti fotovoltaici per case e aziende in provincia di Salerno” funziona meglio di qualsiasi slogan.
5. Dai a chi legge un motivo per scegliere te
Chi arriva sul sito ti sta confrontando con altri. Cerca nelle tue pagine le prove: lavori fatti, recensioni, anni di attività, tempi, garanzie che dai davvero, prezzi di partenza.
Se non va: aggiungi due o tre prove concrete per ogni servizio. Una foto di un lavoro vero vale più di dieci aggettivi. Se puoi indicare un prezzo di partenza, fallo: chi lo trova scrive con un’idea già chiara, e chi non può permetterselo non ti fa perdere tempo.
6. Fai tu una richiesta, dal modulo e da WhatsApp
È il controllo che si salta più spesso. Compila il modulo del sito come se fossi un cliente, poi tocca il pulsante WhatsApp e quello del telefono.
Cosa guardare: se il modulo funziona, dove arriva la richiesta, chi la vede e quanto tempo passa prima che qualcuno risponda. Capita di scoprire moduli che finiscono in una casella che nessuno controlla.
Se non va: tieni il modulo corto, fai arrivare le richieste dove qualcuno le vede subito e imposta una risposta automatica che dica quando verrai ricontattato. Per le risposte su WhatsApp trovi i passaggi nella guida sulla risposta automatica su WhatsApp Business.
7. Conta le richieste, mese per mese
Senza un numero di partenza non sai se il sito funziona, né se le modifiche lo migliorano. Segna ogni mese quante richieste arrivano dal sito, divise per modulo, WhatsApp e telefono, e da quale pagina.
Se non va: se oggi non sai rispondere, il primo lavoro è proprio questo. Un foglio con tre colonne basta per iniziare; con un CRM collegato al sito i numeri si raccolgono da soli.
Da dove partire
Se trovi problemi nei controlli 1, 4 e 6, parti da lì: si sistemano in fretta e migliorano subito le richieste di chi arriva già sul sito. I controlli 2 e 3 riguardano le visite da Google e danno risultati nei mesi.
Se il sito va rifatto, leggi la guida su quanto costa un sito web. Se invece ti serve una pagina sola per una campagna, la guida su landing page o sito ti aiuta a scegliere.
Un sito scritto per farti contattare
Rifacciamo o sistemiamo siti per piccole e medie imprese partendo da come ti cercano i clienti: testi scritti da un copywriter sulle loro ricerche, una pagina per ogni servizio, moduli e WhatsApp collegati e un percorso chiaro fino alla richiesta. Sito web da 980 €, IVA non applicata, online in 10-15 giorni lavorativi dalla consegna dei materiali, con dominio e hosting inclusi il primo anno.
- Testi scritti sulle ricerche vere dei clienti
- Moduli e WhatsApp collegati, richieste misurate
- Online in 10-15 giorni lavorativi
Quanto tempo serve perché un sito porti clienti da Google?
Dipende dalla concorrenza nella tua zona e da quanto il sito risponde alle ricerche dei clienti. Le correzioni su testi, contatti e velocità si vedono subito nelle richieste di chi arriva già sul sito; la crescita delle visite da Google richiede di solito qualche mese.
Devo rifare il sito da zero?
Non sempre. Se il problema sono testi, contatti o una pagina che manca, si sistema quello che c’è. Se il sito è lento, non si legge da telefono o non si può modificare, rifarlo costa spesso meno che rattopparlo.
Basta fare pubblicità per avere richieste dal sito?
La pubblicità porta visite, non richieste. Se la pagina su cui arrivano non spiega l’offerta e non rende facile contattarti, paghi le visite e perdi i contatti. Prima si sistema la pagina, poi si spinge con le campagne.
Come capisco se le modifiche funzionano?
Conta le richieste di ogni mese prima e dopo, per pagina e per provenienza: modulo, WhatsApp, telefono. Un piccolo foglio basta per iniziare; con un CRM i numeri si raccolgono da soli.
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